Il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni, M&A, sta vivendo un anno fuori scala: nel primo semetre 2026 il valore delle operazioni ha raggiunto 87 miliardi di euro, il doppio rispetto al 2025.
Dietro a questi numeri c'è un fenomeno che chi lavora davvero sul campo non può ignorare: la qualità delle operazioni non cresce alla stessa velocità dei volumi.
Molti deal nascono da: carve-out frettolosi di posizionarsi all'interno del mercato, business non più strategici. Da take-private di aziende sottovalutate a consolidamenti difensivi nella GDO e nel retail. Inoltre, alcune operazioni sembrano spinte più dalla necessità che dalla visione.
Secondo PwC, le aziende consumer stanno “ripulendo” i portafogli, dismettendo brand che non hanno scala o non generano vantaggio competitivo (www.pwc.com). Questo crea opportunità, ma anche i rischi: acquisire ciò che altri stanno scartando richiede competenze tecniche, analisi dei fondamentali e una lettura strategica che non tutti gli operatori possiedono.
Il punto è questo: non tutte le operazioni M&A che vediamo in giro sono realmente sostenibili! Molte sono reazioni e poche sono le strategie.
Il 2026 non è l'anno dei “grandi numeri”, ma l'anno in cui diventa decisivo guardare sotto la superficie per distinguere tra operazioni che creano davvero valore e operazioni che lo spostano.
Ed è proprio qui che AM Capital World lavora: analisi critica, due diligence reale, lettura strategica dei settori, e una doamnda che dovrebbe essere posta ad ogni deal: “Questa acquisiszione crea valore o sta nascondendo un problema?”
Un mercato in cui si corre senza guardarre dove si mettono le mani e soprattutto il portafoglio ha bisogno di qualcuno che sappia rallentare, analizzare e decidere con lucidità.
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